La celebrazione a Calvi del bicentenario dei Passionisti
Nel 1969, la vita di Calvi Risorta si fermò per due giorni.
In un clima intriso di profonda e sincera devozione, si celebrò il bicentenario della fondazione della Congregazione dei Padri Passionisti.
Ciò che maggiormente richiamò l’afflusso del clero e dei fedeli fu la presenza dell’urna del fondatore dell’ordine, S. Paolo della Croce.
Il suo arrivo fu accolto da ovazioni irrefrenabili, quasi che una persona a tutti cara giungesse a portare gioia e onore.
La Giunta comunale al completo, con in testa il sindaco Angelo Capuano, e la popolazione tutta, lavoratori e studenti, giovani e anziani, scelsero di raccogliersi attorno alle sacre spoglie e di immergersi nell’aura mistica della fede.
L’apice delle solenni commemorazioni si ebbe il 18 maggio 1969, quando il cardinale S. E. Antonio Samorè, prefetto della Sacra congregazione per la disciplina dei Sacramenti, riceveva i dovuti onori dai:
- metropolita e arcivescovo di Capua Mons. Tommaso Leonetti
- vescovo di Teano Calvi, Mons. Matteo Guido Sperandeo
- vescovo di Sessa Aurunca, Mons. Vittorio Maria Costantini
- senatore della Repubblica Italiana Giacinto Bosco
- deputato della Repubblica Italiana Vincenzo Mancini
- sindaco di Calvi Risorta prof. Angelo Capuano
Un picchetto di soldati della Scuola Truppe Corazzate di Caserta tributava gli onori, presentando le armi.
Alle ore 18:00, le autorità civili e religiose salirono sul palco per ricevere il saluto di benvenuto.
Dalla folla in tripudio si levarono scroscianti applausi.
Nell’aria, invece, riecheggiarono i frastuoni dei fuochi d’artificio.
Inoltre, risuonarono le solenni armonie della banda musicale dei lavoratori dello stabilimento “Pozzi” di Sparanise.
Il discorso del Sindaco Angelo Capuano
Attorniato da Mons. Leonetti, metropolita e arcivescovo di Capua, dal nostro vescovo Sperandeo, dal vescovo di Sessa Aurunca mons. Costantini, il cardinale Samorè ascoltò attentamente le parole pronunciate dal sindaco di Calvi Angelo Capuano:
“Questo giorno resterà memorabile nella storia della nostra cittadina per due motivi degni e grandi:
la presenza tra noi del corpo di S. Paolo della Croce, fondatore dei “nostri” passionisti e di un principe della Chiesa.
Lei, eminenza cardinale Samoré, è il primo cardinale che Calvi Risorta ha l’alto onore di ospitare nelle sue mura e che segnerà un punto di orgoglio nella sua pur bimillenaria storia.
Per questi due eventi, noi siamo grandemente e religiosamente fieri e perciò il nostro benvenuto a lei ed al corpo del grande Santo scaturisce dal nostro animo sincero e soddisfatto“.
Un fresco venticello primaverile si diffondeva nell’ampio chiostro e propagava nella vallata le note soavi del canto d’ingresso della Messa.
Concelebravano il cardinale Samoré, i vescovi e i superiori Passionisti.
Un colpo d’occhio maestoso si osservava dall’altare.
L’ampio cortile comprendeva e racchiudeva al suo interno:
- gli aspiranti biancovestiti in procinto di essere accolti nella congregazione dei Passionisti
- i bambini davanti all’urna benedetta
- una marea di uomini e donne protesi verso il grande altare centrale
- le folte schiere di giovani e ragazze in devoto atteggiamento e in silenzioso raccoglimento
Il Vescovo diocesano Mons. Sperandeo rivolse il saluto all’eminentissimo cardinale.
Il prelato evidenziò le delicate mansioni svolte da Samoré nell’America latina, “ove i Passionisti della provincia svolgevano fecondo lavoro apostolico e sociale“.
L’omelia del Cardinale Samoré
Inoltre, con mirabile e raffinata sintesi, racchiudeva la storia del convento di Calvi che “oggi è in festa, e ciò si deve al nostro amato predecessore mons. Maglione, che con provvidenziale gesto chiamò i Passionisti nella nostra diocesi, dandoci ora l’onore di celebrare questo bicentenario, e di venerare le gloriose spoglie del loro fondatore“.
Un nutrito applauso sottolineava questi sentimenti di saluto e di omaggio al Cardinale ed ai Passionisti.
All’omelia, il cardinale celebrante iniziò a tessere un inno di ringraziamento e di lode non solo al Santo, non solo a Padri, ma “a tutto il popolo che con la sua presenza ci testimonia della profondità della sua fede e religiosità.
E rivolgendosi ai ragazzi, in un’epoca segnata da un’accesa ribellione giovanile, affermò:”
“perché voi dimostrate con la vostra fervente presenza che non esiste soltanto la contestazione, ma esiste la contemplazione; non esiste soltanto la contestazione, ma esiste la meditazione; che non esiste soltanto la contestazione, ma esiste la venerazione; che non esiste soltanto la contestazione, ma esiste l’adorazione a Dio.
Noi anche sacerdoti di questo vogliamo rendere un sentito ringraziamento a voi“.
Al calar del sole, si accesero le luci e il cortile s’illuminò a festa in un tripudio di fiori e canti.
Infine, il celebrante si apprestò a distribuire la Comunione.
La scintilla di fede e di luce
Successivamente, prese la parola il senatore Giacinto Bosco.
“Non credo inopportuno, dopo l’alta parola di Sua Em.za ed il mirabile discorso del nostro Vescovo, far sentire la voce di un laico in questa cerimonia profondamente religiosa che suscita in noi sentimenti e pensieri di viva fede.
In questa lunga peregrinazione di S. Paolo della Croce nelle regioni del Lazio e della Campania s’esprime un elevato senso di italianità.
Perché riporta la mente alla storia del Santo che pur nascendo nel lontano Piemonte volle svolgere la sua opera apostolica e sacerdotale nelle regioni centrali e meridionali, quasi presagendo quella unità d’Italia che si sarebbe realizzata il secolo scorso.
Egli è stato il predicatore del Crocifisso, l’assertore del primato del sentimento religioso.”
Inoltre, aggiunse:
“Contrappose alle distruttrici teorie di Voltaire, Rousseau e Montesquieu la superiorità della fede e del senso religioso dell’animo umano.
S. Paolo è stato il Santo dell’umiltà e del sacrificio, imparando ciò dalle sue umili origini e già preparandosi alle sofferenze che egli amò in tutta la sua lunga vita.
Italianità – Umiltà – Spiritualità sono le tre doti che noi ammiriamo in questo Santo.
Auguriamo all’Italia nostra che mentre prosegue nel suo cammino luminoso di progresso e di civiltà, sia sempre accompagnata dalla luce della fede.
Poiché non vi può essere vero progresso umano senza l’approfondimento dei valori dello spirito e dei valori religiosi“.
A nome della Congregazione dei Passionisti, il Provinciale, padre Pancrazio Scanzano, esprimeva parole di ringraziamento.
“Questa scintilla di fede e di luce che si è diffusa nella cittadina di Calvi Risorta rimarrà sempre con noi, poiché abbiamo con noi i figli di S. Paolo della Croce, degni continuatori della sua opera“.
Malgrado gli auspici formulati, i Passionisti hanno lasciato definitivamente il nostro paese nel 2016.
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