In ricordo di Padre Bartolomeo

Padre Bartolomeo Avagliano

Padre Bartolomeo Avagliano (al secolo Mario) nacque a Bacoli (NA) il 19 ottobre 1919.

In tenera età, alla morte della madre, fu affidato alle cure di un collegio religioso.

Da seminarista diocesano, entrò tra i Padri Passionisti giovanissimo a 18 anni e, dopo l’anno di noviziato, con la professione religiosa accolse definitivamente il 15 novembre 1938 a Pontecorvo (FR) l’invito di Dio di consacrare interamente la propria vita alla chiesa e al prossimo.

Compiuti gli studi teologici ed ordinato sacerdote a Roma il 16 luglio 1944, Padre Bartolomeo fu destinato, nei primi anni ’50, al Convento dei Padri Passionisti di Calvi Risorta, dedicandosi all’esercizio del culto, alla cura delle anime e all’istruzione, educazione e catechesi della gioventù passionista.

Devotissimo alla madonna, (la Vergine Santissima delle Grazie lo accompagnerà per tutta la vita), si raccoglieva spesso in preghiera e in contemplazione nel cappellone del 1° piano.

Suonava magistralmente l’armonio ed accompagnava le celebrazioni della S. Messa con i canti liturgici.

Padre Bartolomeo Avagliano

Le attività di docente di Italiano presso le scuole medie e di “lettore” all’interno del seminario apostolico furono incisive e preziose durante il percorso formativo dell’alunnato.

In ambito sportivo, era appassionato di calcio e spesso giocava nel ruolo di portiere con i ragazzi nel campetto all’interno della struttura.

La sua prestanza fisica associata all’abito talare lasciava poco spazio al pallone per entrare in porta.

Gli incarichi alla Scuola Apostolica

Dopo aver ricoperto l’incarico di Vice-direttore e poi di Direttore, il 25 giugno 1965 Padre Bartolomeo divenne il 13° Superiore della Scuola Apostolica di Calvi Risorta.

Con fresche energie, si prodigò per rimettere a nuovo il complesso sistemando le aule, i corridoi e anche l’esterno.

Inoltre, in fondo al viale centrale del giardino, pose un artistico crocifisso in legno di Ortisei donato dal Pievano di Candide nel comune di Comelico Superiore (BL) Don Giuseppe De Cassan che ancora oggi si può ammirare.

Animato da spirito di sacrificio e straordinaria abnegazione svolse l’incarico fino al 1968.

Padre Bartolomeo Avagliano

Successivamente continuò la sua “missione” di animatore spirituale di sacerdoti, religiosi e laici ma svolse anche l’opera di educatore nella Casa Religiosa dei Passionisti di Mondragone (CE) e di assistente spirituale delle monache passioniste di Napoli.

La morte prematura di Mons. Francesco Perrotta il 23 maggio 1977 gli spalancò le porte della Parrocchia di Visciano.

Con rinnovato entusiasmo eseguì lavori di recupero e restauro della Chiesa di San Silvestro.

Agli inizi degli anni 80 costruì due campi da tennis e donò alla comunità la sua casa canonica, un edificio di due piani ristrutturato ed adibito ad oratorio, centro sportivo e sede della Caritas.

Il Santuario della Piccola Lourdes

Nel febbraio del 1992 su una collinetta quasi spoglia dei Martini di Visciano edificò con l’aiuto di devoti, benefattori, collaboratori e volontari, il Santuario della Piccola Lourdes, un’oasi di preghiera costituita da due cappelle, una grande e l’altra più piccola e da un caratteristico campanile impreziosita da una statua raffigurante Padre Pio e da una rappresentazione originale della natività presepiale.

Il viale che si inerpica sul pendio, invece, lo abbellì con “L’orto degli Ulivi”, i “Misteri del Rosario” e la “Via Crucis”, fino alle tre grandi croci sul calvario.

Padre Bartolomeo era umile, colto, affabile e gioviale.

Dotato di una bontà innata, predicava la povertà e l’abbandono dei beni materiali.

Vestiva sempre con l’abito talare e si recava in parrocchia con la sua mitica FIAT 500 blu anni 60 o in bici o a piedi.

Aiutava economicamente con discrezione le persone bisognose e le famiglie in difficoltà anche per le continue elargizioni di una sua zia suora che viveva negli Stati Uniti.

Per celebrare battesimi, comunioni, cresime e matrimoni non applicava le tariffe.

Inoltre, il più delle volte non accettava nemmeno le offerte.

Grazie al suo carattere, riuscì ad avvicinare bambini e ragazzi alle funzioni liturgiche ricompensandoli con palloni, monetine, dolci sorprese e oggetti vari per aver assolto il compito di chierichetti o semplicemente per la loro presenza in chiesa.

Solitamente recitava il santo rosario e si recava nelle case dei fedeli per portare la comunione ai malati, agli anziani impossibilitati a partecipare alla Santa Messa.

Padre Bartolomeo Avagliano

Il distacco dalla parrocchia

Dopo 30 anni, il 15 luglio 2007 lasciò la parrocchia di Visciano al suo successore Don Enzo Gravante.

Continuò a svolgere l’attività pastorale nonostante alcuni infortuni subiti senza scoraggiarsi e regalando sempre un sorriso a tutti.

Il 29 ottobre 2012 si addormentò nella pace del Signore.

Molti confratelli, sacerdoti e l’intera comunità calena con le lacrime agli occhi parteciparono al suo funerale svoltosi il giorno successivo nella grande cappella interna al Seminario di Calvi Risorta.

Il Vescovo Mons. Arturo Aiello della diocesi di Calvi-Teano nella sua commovente omelia così lo salutò:

Grazie padre Bartolomeo per la tua testimonianza, grazie per aver educato intere generazioni di giovani, di passionisti, di sacerdoti.
Grazie per il tuo grande cuore; continua a pregare per noi affinché incominciamo a pensare che dobbiamo fare del bene come hai fatto tu, per poter vedere il Signore.

Ad un anno dalla scomparsa, voglio ricordarlo a tutti coloro che lo hanno amato e stimato per la sua “santità” e la sua grande carità.

Ciao Padre Bartolomeo e da lassù continua ancora a guidarci.

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