Renato Izzo, l’eterno maestro del doppiaggio

Renato Izzo, l’eterno maestro del doppiaggio

Renato Izzo è stato senza ombra di dubbio il più grande caleno dell’era moderna.

È stato unanimemente riconosciuto come uno dei maestri del doppiaggio, arte che consiste nell’adattamento dei dialoghi delle opere cinematografiche dalla lingua originale all’italiano.

Nel panorama delle fonti disponibili in rete si registra una molteplicità di contributi dedicati a questo insigne personaggio.

Nondimeno, una parte significativa della produzione giornalistica restituisce un quadro impreciso, e talora erroneo, delle sue origini.

Tali incongruenze impongono quindi un attento riesame delle fonti, al fine di verificare criticamente le informazioni finora divulgate.

In questa prospettiva, la presente ricerca si propone di fare piena luce sulle sue origini e sul suo percorso esistenziale.

Pertanto, la trattazione prende avvio dall’esame del ramo paterno della sua famiglia, primo tassello indispensabile per una compiuta ricostruzione biografica.

Il ramo paterno

Cesare Maria Crescenzo Izzo nacque a Calvi Risorta il 22 ottobre 1872 da Sebastiano, di anni 42, e Giacomina Pelusio, di anni 40.

I genitori di Cesare erano possidenti e abitavano a Petrulo.

Carmela Clarice Anna Ceraso nacque a Capua il 22 luglio 1874 da Federico, di anni 27, e Marianna Tramunto, di anni 29.

Al pari dei caleni, anche i genitori della donna erano annoverati tra i possidenti.

In principio, Cesare e Carmela non suggellarono il loro amore con il matrimonio, optando invece per una convivenza di fatto.

Dalla loro relazione nacquero quattro figli che, in un primo momento, non ricevettero il cognome paterno.

Sebastiano Federico Eduardo Ceraso nacque ad Aversa il 13 aprile 1898 in via Fiori n. 12.

Luigi Binelli nacque ad Aversa il 21 giugno 1899 in via Portanova n. 20.

La levatrice provvide personalmente ad attribuire nome e cognome al neonato, in quanto la mamma non volle essere menzionata.

In un primo tempo, la levatrice affidò il pargolo alle cure dell’Ospizio dei Trovatelli dell’Annunziata.

Romolo Carmine Cesare Ceraso nacque a Capua il 21 luglio 1901 in via Voltuno n.18.

Alberto Remo Maria Ceraso nacque a Capua il 18 marzo 1904 in via Castello.

il 27 marzo 1905, Cesare Izzo, furiere maggiore, e Carmela Ceraso, donna di casa, si sposarono a Capua.

Contestualmente, i coniugi dichiararono di riconoscere tramite l’istituto della legittimazione i quattro figli nati prima del matrimonio.

In virtù di ciò, i fanciulli acquisirono il cognome del padre:

  • Sebastiano Izzo
  • Luigi Izzo
  • Romolo Izzo
  • Alberto Izzo

Quest’ultimo, purtroppo, morì prematuramente a soli ventotto mesi il 17 luglio 1906 a Monte Argentario (Grosseto).

I coniugi ebbero inoltre il 28 giugno 1907, sempre a Monte Argentario, un altro figlio, chiamato Alberto Maria Cesare Izzo.

Il ramo materno

L’attenzione adesso si sposta sul ramo materno della famiglia di Renato Izzo.

Antonio Izzo nacque a Calvi Risorta il 15 aprile 1872 da Pasquale, di professione medico, e Giuseppa Mandara, possidente.

Carmela Clementina Giuseppina Nicolina Virginia Ida Zona nacque a Calvi Risorta il 15 giugno 1881 da Casto Maria, avvocato e poi notaio, e Giovannina Rosina Rossi, possidente.

Antonio Izzo e Carmela Zona convolarono a nozze il 29 aprile 1900.

Singolare è il fatto che le nozze civili furono celebrate presso l’abitazione della sposa, anziché nella Casa comunale di Zuni.

Infatti, Carmela era affetta da una sindrome influenzale, come attestato da un certificato medico rilasciato dal dottor Enrico Izzo.

Dal loro matrimonio nacquero cinque figli, tutti venuti alla luce a Calvi Risorta nell’abitazione di via XX Settembre:

  • Pasquale Casto Maria Ildebrando Ubaldo Izzo il 22 aprile 1903
  • Giuseppa Amalia Ida Izzo il 20 febbraio 1905
  • Michelina Amelia Clara Izzo l’11 dicembre 1907
  • Mario Ugo Teodorico Izzo il 13 aprile 1909
  • Ada Adalgisa Adelegilda Izzo l’8 giugno 1911, meglio nota con l’appellativo di “donna Ada”

Con il trascorrere degli anni, i rapporti tra i due rami delle famiglie Izzo si fecero sempre più stretti.

A suggellare tale legame contribuirono le nozze di due figli di Cesare con due figlie di Antonio.

Le nozze di Romolo e Giuseppina Izzo

Dunque, appare opportuno soffermarsi sui genitori di Renato Izzo.

Il 26 marzo 1921, Romolo Izzo fu promosso al grado di sottobrigadiere, a seguito del superamento delle prove teorico-pratiche sostenute presso il Battaglione Allievi della Regia Guardia di Finanza di Maddaloni.

Nello stesso giorno, avuta la promozione, fu assegnato alla Legione di Milano con il grado di sottobrigadiere.

Il 30 giugno 1925, risultò vincitore del concorso per centotrenta posti di vice ragioniere nell’Amministrazione dell’Interno.

Fu quindi nominato vice ragioniere in prova (Gruppo B) presso la Prefettura di Campobasso.

Romolo Izzo e Giuseppa Izzo, detta Giuseppina, si sposarono il 9 dicembre 1926 a Calvi Risorta.

L’altro fratello di Romolo, Alberto, contrasse matrimonio con Michelina Amelia, sorella di Giuseppina, il 27 ottobre 1927 sempre a Calvi.

Nel 1933, Romolo Izzo ottenne la qualifica di ragioniere presso il medesimo ente.

Nel 1936 ricoprì l’incarico di commissario prefettizio del comune di Forlì del Sannio (IS).

A seguito del suo trasferimento a Milano, nel 1941 sostenne gli esami per conseguire la promozione a 1* ragioniere.

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, Romolo Izzo approdò al movimento L’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini.

Il caleno assunse l’incarico di federale a Sondrio in seguito alla nomina ricevuta.

Ma in via Vincenzo Foppa a Milano, durante un comizio per le amministrative del 7 aprile 1946, si infervorò eccessivamente.

Un folto gruppo di operai lo assalì sul palco, ma questi riuscì a sottrarsi all’aggressione dandosi alla fuga.

Dopo averlo raggiunto e accerchiato, infierirono su di lui con inaudita violenza.

Era un uomo forte ma non si riprese più.

Romolo Izzo morì il 5 aprile 1948 a Milano all’età di 46 anni.

Nella vita percorse l’Italia da gerarca nella carriera prefettizia quale funzionario economico-finanziario, senza tuttavia mai diventare prefetto.

Il lavoro di Renato Izzo al Banco Lariano

Alla sua morte, lasciò la moglie e gli otto figli:

Cesare, Renato, Romano, Alfredo, Bianca Maria, Ubaldo, Gabriella e Vittorio.

La famiglia Izzo ricevette il necessario aiuto.

La signora Giuseppina ottenne un incarico di insegnante in un doposcuola.

Uno dei suoi figli iniziò a lavorare presso i mercati generali, occupandosi dello scarico di frutta e verdura.

Un altro trovò impiego in un’impresa di pulizie.

Renato Izzo, nato a Campobasso il 15 giugno 1929, ebbe una sorte migliore rispetto agli altri.

Renato Izzo

A casa sua veniva a trovarli una “dama di San Vincenzo“, identificata con la contessa Anna Maria Volpi di Misurata.

Figlia del celebre conte Giuseppe Volpi di Misurata (fondatore della Mostra del Cinema di Venezia), si sposò con il conte Cesare Cicogna Mozzoni.

Come molte nobildonne della “Milano bene”, faceva parte delle Dame di San Vincenzo, un gruppo di volontariato laico dedito all’assistenza dei poveri.

Con l’aiuto del marito della “dama”, noto industriale, Renato Izzo fu assunto dal Banco Lariano e destinato a una filiale del comasco.

Ma continuò a recitare.

Un giorno fu convocato dal dottor Fritz Muller presso la Direzione Generale di Como.

Costui gli chiese se il Renato Izzo menzionato dal “Radiocorriere“, impegnato in commedie, fosse lo stesso che ogni mese si assentava dal lavoro per malattia.

Era lo stesso“, ammise Renato Izzo.

Il direttore non gli lasciò alternative: doveva scegliere tra la carriera di attore o di bancario.

Negli anni ’50 il lavoro in banca era il sogno della maggior parte degli italiani.

Ma Renato decise di lasciare il Banco Lariano e trasferirsi a Roma.

Lo zio Pasquale, fratello della mamma, commentò: “tu si ppazzo.

Prima di partire, sposò all’improvviso per amore Liliana D’Amico, attrice e doppiatrice.

L’inizio della carriera nel mondo dello spettacolo

Questo avvenne perché alla vigilia del fatidico «sì», la futura sposa esclamò:

“o mi sposi o non vengo con te a Roma”.

Dalla loro unione sono nate quattro figlie:

  • Simonetta, detta Simona, (1953)
  • Rossella (1953)
  • Fiammetta, detta Fiamma, (1964)
  • Giuseppina, detta Giuppy, (1968)

I coniugi Izzo si stabilirono in una camera ammobiliata al Testaccio.

Le loro due gemelle, nate prematuramente al settimo mese di gestazione, piangevano di notte.

Il padrone di casa protestava e Renato, per attutire il rumore, copriva il capo delle bambine con un cuscino.

La moglie gli diceva: “stai attento che così le soffochi”.

Comunque, seppero andare avanti affrontando le molte difficoltà che si presentarono.

Agli esordi, Renato Izzo svolgeva dei lavoretti alla radio.

il suo modo di recitare, più naturale che impostato, riscuoteva consensi a Milano ma non a Roma.

Verso la metà degli anni Cinquanta, divenne noto al grande pubblico per lo spot di una crema per capelli, Brylcreem.

Eccolo in un celebre Carosello Brylcreem, un quiz sportivo incentrato su grandi atleti. andato in onda sulla RAI.

https://www.youtube.com/watch?v=6-lfOXxHQ4k

Poi ebbe un piccolo colpo di fortuna.

Entrò nelle simpatie di due stelle della RAI di allora, Wanda Tettoni e Deddy Savagnore.

Le parole di apprezzamento sul suo conto, unite a un convincente provino, gli valsero un contratto di nove anni.

La definitiva consacrazione di Renato Izzo

Renato Rascel lo stimava come spalla radiofonica perché, alle sue improvvisazioni fuori copione, Renato Izzo rispondeva con perfetto tempismo.

Nel 1961, vi era in preparazione la commedia musicale Enrico 61 scritta dal duo Pietro Garinei e Sandro Giovannini.

Andò in scena al leggendario Teatro Sistina di Roma con protagonista assoluto il poliedrico Rascel.

A Renato Izzo era stata promessa una parte di rilievo, ma l’impegno non fu mantenuto.

Andò da Giovannini a protestare e finì a insulti.

L’autore, un uomo prestante nonché giocatore di rugby, sollevò un tavolo e lo scaraventò contro di lui.

Fece appena in tempo a spostarsi,

Intanto aveva già iniziato a lavorare nel doppiaggio.

Il suo debutto nel campo del doppiaggio del cinema americano avvenne grazie a Roberto De Leonardis.

Chiamato affettuosamente “Il Comandante” per via del suo passato come ufficiale della Marina Regia, era una gran brava persona.

Aiutò il caleno, apprezzandone la voce e l’esperienza maturata alla radio.

Nel 1973, Renato Izzo diresse il suo primo doppiaggio del film Lo spaventapasseri (Scarecrow) con Gene Hackman e Al Pacino.

Ma il grande successo arrivò nel 1977.

Franco Zeffirelli lo scelse come direttore del doppiaggio per il suo celebre sceneggiato Gesù di Nazareth.

Da allora la sua carriera è stata contrassegnata da traguardi prestigiosi.

La sua carriera costellata di successi

Dunque, Renato Izzo ha esplorato pressoché ogni campo dell’arte.

È stato autore di testi destinati alla radio e alla televisione, nonché di racconti e composizioni musicali.

In veste di sceneggiatore, ha ideato e scritto venti film, curandone l’intera elaborazione fino al loro compimento.

Si è distinto altresì come conduttore di programmi radiofonici e televisivi.

Ha pubblicato quattro romanzi:

  • Soltanto Eva (1989)
  • Il sole negli occhi (1996)
  • Maddalena degli aranci (2000),
  • La donna del prete (2007)

Invece, Cattivi: fantasie e realtà di mostri è stato annunciato ma mai pubblicato a causa della sua scomparsa.

Nel campo del doppiaggio è stato un rivoluzionato introducendo il “sound americano“.

L’espressione indica uno stile di recitazione e adattamento che punta alla massima naturalezza, modernità e aderenza alla recitazione originale, rompendo con l’impostazione teatrale e accademica del passato.

In questo ambito, Renato Izzo è unanimemente considerato uno dei più grandi maestri con più di 1100 film americani doppiati.

Ha prestato la voce a Paul Newman, Clint Eastwood, Dennis Hopper, Robert Hoffmann, Henry Fonda, Mark Damon e tanti altri.

Il 15 luglio 1995, ottenne il prestigioso riconoscimento “Leggio d’oro direzione del doppiaggio“.

L’8 giugno 2007, vinse il premio alla carriera al 1° Gran Premio Internazionale del Doppiaggio.

Il 6 ottobre 2007, conseguì una memorabile “doppietta” aggiudicandosi il medesimo premio al Gran Galà del Doppiaggio Romics DD.

Renato Izzo è stato un grande imprenditore delle voci.

Inizialmente consulente Mediaset, fondò la società Pumais per poi trasformarla nel Gruppo Trenta.

Attualmente si chiama Pumais Due ed è gestita dalle figlie e dai suoi nipoti.

Renato_Izzo_Famiglia

Le visite di Renato Izzo a Calvi

Tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60, la famiglia Izzo venne diverse volte a Calvi.

La domenica, Renato, con la moglie Liliana D’Amico e le gemelle Simona e Rossella, era ospite dell’amata zia donna Ada.

Dopo pranzo, le due ragazzine passeggiavano in paese in compagnia dei componenti della famiglia Martino e dei loro amici.

Altre volte tutti insieme si recavano al Cinema Edera per vedere un film.

Poi, con la nascita delle altre due figlie della coppia, Fiamma e Giuppy, la consuetudine della visita calena si interruppe.

Tuttavia, Renato non smise di tornare a Petrulo, accompagnato dal cugino Peppe Martino, fratello di Alberico.

In un’occasione trascorse diversi giorni a Calvi, per staccare la spina e riflettere su alcune decisioni importanti.

Durante i soggiorni caleni, non rinunciava mai a una visita al cimitero per raccogliersi davanti alla tomba della nonna paterna.

Carmela Ceraso, dopo la morte del marito Cesare Izzo, si era trasferita a Calvi.

Morì il 17 ottobre 1933 nella propria abitazione di via dei 48 n. 5 (attuale civico 23).

Tra i testimoni dell’atto figurava altresì mio nonno paterno, Lorenzo Izzo.

La donna riposa tuttora nella terza tomba a terra sulla destra, poco oltre l’ingresso del vecchio cimitero caleno.

Carmela_Ceraso

Negli anni ’50 i figli di Cesare Izzo vendettero la casa.

Inoltre, cedettero al dott. Albino Milite un appezzamento di terreno in località “Pezza”.

La morte di Renato Izzo

Tornando a Renato Izzo, lui, con la madre Giuseppina e la zia Amelia, rimase al capezzale della zia Ada per diverso tempo.

Donna Ada morì il 23 ottobre 1973 e da allora non ha più fatto ritorno nella sua amata terra.

Dunque, Renato Izzo, da molti considerato il Tony Curtis nostrano, incarnava l’attaccamento più autentico alla sua Calvi.

La figlia Simona Izzo, la più esposta mediaticamente, con suo marito Ricky Tognazzi, fece nominare Calvi Risorta nella celebre serie televisiva Rai “La vita promessa“.

Anche Antonello Venditti, durante un concerto tenutosi a Visciano l’11 settembre 1984, ebbe a dichiarare:

sono anch’io un cittadino caleno in quanto ho sposato una vostra compaesana“.

Renato Izzo morì a Roma il il 30 luglio 2009, all’età di 80 anni.

Al suo fianco, tanto durante il ricovero ospedaliero quanto, soprattutto, negli ultimi giorni trascorsi nella sua abitazione, non mancò mai la presenza del cugino caleno Peppe Martino, al quale Renato Izzo era legato da un affetto così profondo da considerarlo un vero fratello.

Non sorprende, dunque, che Calvi abbia sempre occupato un posto nel suo cuore, rimanendo il luogo dell’anima al quale si sentì indissolubilmente legato per tutta la vita.

Bibliografia:
1) IL SOLE 24 ORE, domenica 18 gennaio 2004, n. 17

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