Il podestà dott. Giovanni Marrocco

Il podestà dott. Giovanni Marrocco

Giovanni Antonio Pasquale Marrocco nacque a Calvi Risorta il 13 giugno 1893 da Benedetto e Clorinda Zona.

I suoi genitori, entrambi possidenti, abitavano a Visciano in via La da Capo.

Sin da piccolo, si mostrò diligente e studioso.

Frequentò con profitto le scuole elementari, medie e superiori.

Successivamente, si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Napoli.

L’11 luglio 1916 fu chiamato alle armi e destinato dopo 6 giorni alla 9° Compagnia Sanità in qualità di aiutante.

L’11 settembre ottenne il grado di Caporale e a distanza di due mesi quello di Sergente.

Nel giorno di Natale del 1916, giunse in territorio dichiarato in stato di guerra.

Il 13 marzo 1917 lo destinarono al Deposito del 129° Reggimento Fanteria.

Nel Reggimento di Fanteria “Bologna”, divenne aspirante ufficiale dal 15 giugno 1917.

Il 7 settembre 1917, conseguì il grado di Sottotenente di Complemento nel 229° Reggimento di Fanteria.

Il 30 ottobre 1917, fu assegnato al 64° Reggimento di Fanteria di Marcia e poi mobilitato nel 40° Fanteria.

Il 28 luglio 1918, acquisì il grado di Tenente con decorrenza degli assegni dal 1° maggio del medesimo anno.

Nella notte tra il 27 e 28 ottobre 1918, rimase intossicato da gas lacrimogeni in circostanze non note.

Per le serie conseguenze, il 6 novembre fu ricoverato all’ospedale di riserva a Ospedaletti Ligure.

Il 2 gennaio 1919, rientrò al Deposito del 40° Fanteria a Benevento.

Dopo essere stato inviato in licenza per 15 giorni, il 30 settembre 1919 fu collocato in congedo.

Le autorità militari gli concessero di fregiarsi:

  • del distintivo per le fatiche di guerra
  • della medaglia interalleata della guerra 1915 – 1918
  • della medaglia a ricordo dell’unità d’Italia

Inoltre, lo autorizzarono ad apporre tre stellette, corrispondenti agli anni di campagna 1916 – 1917 – 1918, sul nastro distintivo.

Giovanni Marrocco

Il conseguimento della laurea in medicina e chirurgia

Per quanto concerne gli studi universitari, il 25 luglio 1921 conseguì la laurea in medicina e chirurgia all’Università di Napoli.

In nome di S. M. Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia, Noi Rettore della R. Università di Napoli, visto l’attestato finale degli studi percorsi e degli esami sostenuti dal signor Marrocco Giovanni di Benedetto e di Clorinda Zona nato a Calvi Risorta il 13 gennaio 1893
Lo proclamiamo Dottore in Medicina e Chirurgia e gli rilasciamo il presente diploma perché possa valersene per gli effetti di legge.
Approvato nell’esame di laurea addì 25 luglio 1921.” (1)

L’11 giugno 1922, richiese la rinuncia al grado di Tenente.

Il Ministero della Guerra lo trasferì nel Corpo Sanitario Militare con il grado si Sottotenente di Complemento.

Ma fu indotto a compiere un mese di servizio presso l’Ospedale Militare di Napoli.

Terminato il servizio militare, si iscrisse il 17 giugno 1923 al Partito Nazionale Fascista.

Si sposò con Isabella Antonietta Maria Mancini nata a Calvi Risorta il 1° agosto 1905 da Arturo e Marianna Stocchetti.

Dalla loro unione nacquero tre figli: Benedetto (20/04/1925), Clorinda (26/03/1926) e Guido (19/07/1927).

I coniugi possedevano circa 70 moggia di terreni del valore di 300.000 lire a Calvi Risorta, Sparanise e Pietravairano.

Inoltre avevano una casa a Calvi Risorta del valore di 20.000 lire.

L’8 luglio 1926, il dott. Giovanna Marrocco fu nominato podestà del Comune di Calvi Risorta.

Prese il posto del sindaco in carica, il cavaliere Vincenzo Mandara.

Da quella data, l’ordinaria amministrazione cessò da ogni potere e funzione e s’insediò l’amministrazione podestarile.

Il secondo mandato

Il podestà iniziò a svolgere il suo operato con caparbietà ed impegno senza percepire alcun compenso.

In cinque anni rimise in sesto la macchina amministrativa.

La sua condotta fu apprezzata da tutti,

L’Alto Commissariato inviò il 14 giugno 1931 la seguente missiva al Ministero dell’Interno.

Col giorno 8 luglio p.v. il Dr. Giovanni Marrocco, Podestà del Comune di Calvi Risorta compie il quinquennio di carica per il quale fu nominato con R. D. 8 luglio 1926.
Durante la sua gestione il Dr. Marrocco, come è risultato dalle frequenti ispezioni eseguite presso il Comune, ha svolto opera meritevole di approvazione, dimostrando notevole attaccamento agli interessi del Comune e dando prova della necessaria competenza ed obbiettività.
Si è efficacemente adoperato a sistemare la finanza comunale, migliorando per quanto possibile. le entrate ed attuando criteri di accorta economia e parsimonia nelle spese.
Ha rivolta inoltre la sua attività amministrativa a migliorare e perfezionare i servizi pubblici, nei limiti consentiti dalle possibilità della finanza comunale.
Nell’esercizio delle sue funzioni, il Dr. Marrocco si è pure dimostrato largo di consigli e di cure verso i suoi amministrati, presso i quali gode stima e prestigio.
In considerazione di quanto sopra, su conforme avviso della locale Federazione Provinciale Fascista e dell’Ispettore Provinciale, pregiomi proporre che il Dr. Giovanni Marrocco venga confermato per un altro quinquennio nella carica di Podestà del Comune di Calvi Risorta.” (2)

Con decreto del 25 giugno 1931, fu riconfermato nella carica di Podestà del Comune di Calvi Risorta.

La terza riconferma

Durante il secondo mandato, il dott. Marrocco risolse i problemi maggiori.

In primis, sistemò la finanza comunale, ripianando tutte le passività fuori bilancio.

Inoltre, si propose di affrontare altre importanti questioni, come quelle dell’acqua potabile, delle scuole e dell’edificio comunale.

Sull’operato del podestà, così si espresse il Questore di Napoli:

Il predetto dott. Marrocco Giovanni, che professa la religione cattolica, è apprezzato e stimato dall’intera popolazione e dalle autorità locali, per l’opera svolta quale saggio e provetto amministratore, avendo egli migliorato tutti i pubblici servizi, in special modo la viabilità e la polizia urbana.
Si propone, pertanto, la riconferma in carica del Marrocco che produrrebbe ottima impressione nella popolazione.” (3)

L’ispettore dell’Alto Commissariato ne fece un quadro ancora più lusinghiero:

L’attuale Podestà di Calvi Risorta sig. Giovanni Marrocco ha migliorato il funzionamento dei pubblici servizi, ha amministrato con correttezza ed onestà il denaro pubblico, mantenendo le spese nei limiti dello stretto necessario, migliorando la situazione economico-finanziaria del Comune, ed ha dato prova di saper affrontare e risolvere i maggiori problemi locali.

Gode stima e prestigio nel pubblico, e nell’esercizio delle sue funzioni ha agito con obbiettività e disinteresse.

È fascista ed ammogliato con prole.

Ha dato prova di essere accorto, corretto, capace, e, pur attraverso gravi difficoltà di ordine finanziario, è riuscito a far eseguire qualche opera di maggiore necessità.

Si ritiene pertanto che il Dott. Marrocco sia meritevole di essere confermato nella carica di Podestà.” (4)

Approvazione_Fasci

Con decreto del 24 ottobre 1935, lo confermarono per la terza volta nella carica podestarile.

Lo stato del Comune nel 1935

Giovanni Marrocco gestiva il comune di Calvi Risorta, avente una popolazione di 4049 abitanti al 31 marzo 1933.

Nel 1935, gli uffici della macchina amministrativa disponevano di:

Segreteria

  • un segretario comunale, Giovanni Izzo, in sede dal gennaio 1915
  • un applicato, Giuseppe Pisone, in servizio dal 1929 con assegno lordo annuo di lire 2.640
  • un messo scrivano, Oreste Martino, con funzioni di guardia municipale in carica dal 1934 con assegno di lire 2.745,60 all’anno.

Sanità

  • un medico condotto, dott. Oreste Mancini, in carica dal 1934 con assegno annuo di lire 7.858,40
  • un ufficiale sanitario, dott. Riccardo Nardella, in compartecipazione con i comuni di Pignataro Maggiore, Sparanise, Camigliano e Villa Volturno da settembre 1934.
    La quota stipendio a carico del Comune era di lire 2.150,72
  • una levatrice condotta, Nicolina Formasanta, in carica dal 1933 con assegno di lire 2.500 all’anno
  • un veterinario associato con i comuni di Sparanise e Rocchetta e Croce in carica dal 1931

Personale fuori pianta

  • un applicato, Arnoldo Ventura, in carica dal 19 maggio 1933 con assegno annuo di lire 2.640
  • un custode del cimitero, Nicola Migliozzi, con assegno mensile di lire 79,20
  • tre manutentori dei pubblici orologi con un compenso di lire 120 all’anno per ognuno
  • la manutenzione straordinaria affidata fino al 31 dicembre 1934 alla ditta di Nicola Bonsignore con un esborso di 400 lire

Municipio

Il municipio, collocato prima nella frazione di Zuni, fu trasferito a Visciano nel 1934.

Il locale, fittato per 1.400 lire all’anno, si presentava decente anche se le condizioni del pavimento lasciavano a desiderare.

L’archivio era tenuto in ordine, mente il deposito era da sistemare.

I registri contabili, il protocollo e il registro delle deliberazioni si tenevano regolarmente.

I servizi pubblici

Per quanto concerne i servizi pubblici:

Igiene e sanità

Le condizioni igieniche dell’abitato risultavano soddisfacenti ma i cortili necessitavano di particolari cure.

L’elenco dei poveri era aggiornato.

Cimitero

Il camposanto fu riordinato alla meglio.

L’amministrazione si proponeva quanto prima di sistemarlo definitivamente.

Macello

Il macello, collocato in un locale privato fittato dal Comune, soddisfaceva i bisogni locali.

Acqua potabile

Nel paese si faceva uso di acqua di pozzo.

Zuni, invece, utilizzava l’acqua piovana raccolta in cisterna e in tre soli pozzi comunali, che si prosciugavano nel periodo estivo.

Il comune, consorziato con Pignataro Maggiore, prevedeva la costruzione di un acquedotto da finanziare con fondi governativi e un mutuo.

Pubblica illuminazione

Gli amministratori affidarono alla Società Elettrica della Campania il servizio della pubblica illuminazione elettrica.

Polizia urbana

Il servizio funzionava discretamente.

Nettezza pubblica

Fino al 1933, il servizio di spazzamento aveva luogo due volte la settimana solo nei mesi estivi.

Dall’anno seguente, l’appalto, per il canone di 3.700 lire, prevedeva l’obbligo di spazzare le frazioni due giorni la settimana per tutto l’anno.

Scuole

Le otto scuole si trovavano in locali privati presi in fitto.

Il comune aveva intenzione di costruire un edificio dove collocare le scuole, il municipio e altri uffici.

Manutenzione stradale

Dal 1932, l’amministrazione versava 4.000 lire di canone annuo per l’appalto della manutenzione delle vie e piazze pubbliche.

Lavori pubblici

Per la scarsità delle risorse, si eseguirono solo lavori di sistemazione stradale e altri al cimitero.

La situazione finanziaria del Comune, quantunque migliorata, non consentiva l’esecuzione di un adeguato programma di opere pubbliche.

Pressione tributaria

Le entrate comunali riguardavano le seguenti imposte:

  • industrie 2.638,20
  • patente 4.425,00
  • vetture 2,225,00
  • domestici 365,00
  • famiglia 12.856,38
  • bestiame 5.000,00
  • cani 500,00
  • licenza 120,00

A queste cifre si aggiungeva la sovrimposta fondiaria pari a 55.913,96 lire.

Le previsioni corrispondevano pressappoco al gettito dell’anno precedente.

Il grave lutto e gli ultimi anni della sua vita

Il 1° ottobre 1937, il podestà subì un gravissimo lutto familiare.

La moglie Isabella, 32 anni, morì a causa di un “morbo ribelle”.

Isabella_Mancini

L’anno successivo, il generale di fanteria di Visciano Casto Sanniti gli sferrò un durissimo attacco.

Il 19 ottobre 1938, il dott. Giovanni Marrocco cessò dalla carica, lasciando il posto al commissario prefettizio dott. Bernardo De Angelis.

Per 12 anni esercitò la sua opera ininterrottamente al servizio dei cittadini, tranne nei seguenti tre brevi periodi:

  • dal 28 agosto all’11 ottobre 1932
  • dall’11 ottobre al 9 dicembre 1933
  • dal 1° al 15 ottobre 1937.

Nel 1943, durante il secondo conflitto mondiale, si rese protagonista con Riccardo Mancini di una bella pagina di storia.

Pur essendo un iscritto al partito fascista, accolse e nascose Ciccio Quaranta, Benedetto D’Innocenzo ed altri comunisti caleni, salvandoli dalla furia nazista.

Dopo le cariche ricoperte in Comune, continuò a svolgere la sua professione di medico condotto.

Furono moltissime le persone che si rivolsero a lui, ma non chiese mai una lira per le sue prestazioni.

Due episodi riguardarono mia mamma, Carmela Pomaro.

La prima volta si rovesciò sui piedi una pentola di acqua bollente, riportando gravi ustioni.

Alla bambina prestò i primi soccorsi, rimuovendo la pelle bruciata e curando le ferite.

Alcuni anni dopo, alla stessa ragazzina spuntò una grossa palla di pus localizzata nell’inguine della gamba sinistra.

Anche in quella circostanza intervenne e fece espellere il liquido infetto con un lungo coltello.

Il dott. Cav. Giovanni Marrocco morì l’11 agosto 1960 all’età di 67 anni.

L’intero paese, commosso ed attonito, partecipò ai suoi funerali.

Ancora oggi, a più di 60 anni dalla sua scomparsa, il suo ricordo è ancora vivo nella comunità calena.

Bibliografia:

1) Copia dell’originale presentata al Notaio Casto Zona fu Francesco
2) Lettera dell’Alto Commissariato per la città e la provincia di Napoli del 14 giugno 1931
3) Lettera della Regia Questura di Napoli del 23 maggio 1935
4) Lettera dell’Alto Commissariato del 15 maggio 1935

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