Le sacre reliquie di San Nicandro

San Nicandro: le sacre reliquie

Il culto di San Nicandro nacque a Petrulo all’inizio dell’anno mille.

L’esempio del vescovo di Myra illuminò la vita della comunità calena.

Nel 1106, in suo onore, fu edificata la chiesa vecchia.

Tuttavia, solo dai primi anni del secolo scorso i petrulesi vennero in possesso delle sue reliquie tanto esigue all’apparenza quanto preziosissime.

Il parroco don Gaetano Izzo, dopo aver preso possesso della parrocchia nel 1911, iniziò l’anno successivo a raccogliere informazioni sulla vita del santo patrono.

Al contempo, avviò le ricerche per rintracciare le sacre spoglia di San Nicandro.

Il 10 marzo 1914 il cardinale Basilio Pompilj della curia romana comunicò al sacerdote Izzo il riconoscimento delle reliquie.

Universis et singulis praesentes litteras
inspecturis fidem facimus, quod Nos ad maiorem
Omnipotentis Dei gloriam suorumque Sanctorum
venerationem recognovimus sacras particulas
ex Ossibus S. Nicandri Ep. M. quas
ex authenticis locis extractas reverenter
collocavimus in theca metallica ovatae formae
crystallo munita …

Il sacro ossame era riposto in un artistico reliquiario lavorato in oro e argento.

Le due processioni

Il 24 maggio 1914, furono organizzate due solenni processioni per condurlo a Petrulo.

La prima mosse dal Seminario Apostolico di piazza San Paolo della Croce.

Preceduta dallo stendardo con la raffigurazione di San Nicandro, la disciplinata avanguardia presentava i vessilli della Madonna del Rosario e delle Sacramentiste, i componenti delle rispettive confraternite, la banda musicale e i fanciulli con in mano i fiori e i gigli.

Vi presero parte tutto il clero e l’alunnato del seminario.

In testa vi era il prelato Carlo Solimene, originario di Sparanise, prima canonico teologale e poi Primicerio nel Capitolo della Cattedrale di Calvi e Rettore della scuola apostolica calena.

A seguire, una moltitudine di persone devote.

La seconda partì della nuova chiesa parrocchiale di Petrulo situata nell’attuale Piazza Giovanni XXIII.

La processione guidata dal parroco don Gaetano Izzo, con le statue di San Nicandro e della Madonna del Rosario, era accompagnata da numerosi congregati e da una folla immensa.

Il ricongiungimento e i riti in chiesa

Al lancio della prima bomba carta, le campane di tutte le chiese calene iniziarono a suonare a festa.

Incensate le sacre reliquie e intonato il Deus Tuorum Militum, il corteo del Seminario si avviò verso Petrulo sulle note dell’inno reale.

Contestualmente, l’altro iniziò a muoversi in direzione di Zuni.

Mortaretti e fuochi pirotecnici in notevoli quantità fecero da cornice a questi riti.

Le processioni si ricongiunsero in un unico corteo all’inizio di via XX Settembre vicino alla masseria dell’avv. Antonio Mandara in località “Casino”.

Reliquie di San Nicandro

Gli spari dei fuochi d’artificio s’intensificarono, come le note della banda musicale, tra la commozione generale.

Arrivati nella chiesa parrocchiale, si recitarono le litanie lauretane.

A seguire, si svolsero il panegirico del primicerio Solimene, il canto solenne del Te Deum e la benedizione del Santissimo.

La celebrazione liturgica si concluse con il bacio della reliquia.

Il 24 maggio 2014, in occasione del centenario dell’evento, sono stati riproposti i sopracitati riti religiosi.

L’intento era quello di ricordare a tutti quel suggestivo momento spirituale.

E, soprattutto, rinvigorire la devozione del popolo di Petrulo a San Nicandro.

Bibliografia:

Michele Volpe S.J., Compendio della vita di San Nicandro V. M., Tipografia Pontificia M. D’Auria, Napoli 1917.

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