La piazza di Angelo Capuano

La piazza di Angelo Capuano

L’imbocco di Via dei 48 a Petrulo interseca da sempre la principale strada del borgo caleno, Via XX Settembre, un importantissimo asse viario romano risalente alla prima centuriazione di Cales.

Fino agli inizi del 1960, la morfologia della zona era del tutto diversa rispetto allo stato attuale.

Nello specifico, Largo dei Platani si presentava come una grande buca.

Per accedere al borgo dei Martini, la strada iniziava a scendere orientativamente una decina di metri dopo l’odierno ingresso di Via Bellini in direzione del centro storico.

Arrivati nella curva per immettersi in Via dei 48, l’attraversamento si interrava già di alcuni metri.

Alla fine dell’ottocento, sei platani ornamentali furono piantati a protezione dello strapiombo sul fosso sottostante.

A tre metri dal primo platano, collocarono una croce dei Padri Passionisti a seguito di una missione del 1913.

In basso, i petrulesi sotterrarono pugnali, pistole, tirapugni ad altre armi improprie come segno di ravvedimento.

La croce di ferro era circondata da un’inferriata metallica quadrata di qualche metro di altezza.

“Sotto a le gagge”, Carmine Casto Zona, conosciuto col nomignolo di Gennarino, gestiva una falegnameria.

Produceva traversine ferroviarie di legno.

La piazza di Angelo Capuano

Più avanti e prima di svoltare su Vico Mandara, in un banco di calcareniti di estrema durezza, i mastri cavatori estraevano blocchi di tufo di notevoli dimensioni per ricavarne dei pezzi squadrati a forma di parallelepipedo, chiamati volgarmente ciummèntole, utilizzati per la costruzione di fabbricati, muri di contenimento e recinzioni.

Invece, i terreni retrostanti all’imbocco appartenevano alla famiglia Mandara, prima di essere donati alla parrocchia di San Nicandro.

I fondi erano sopraelevati rispetto al livello della strada di almeno due metri.

Per quanto concerne la grande fossa, quotidianamente, gli abitanti del luogo attraversavano il dirupo e proseguivano su una viuzza di campagna per recarsi al cimitero.

Lungo le sue ripide pareti, i bambini giocavano scivolando e arrampicandosi.

La sua sistemazione

Come si può notare dalla foto di Anna Izzo, figlia di Gerardo e Nicolina Izzo, scattata in prossimità del fabbricato degli eredi Izzo Michele, il burrone era abbastanza ampio e profondo.

Petrulo_1960

Così, sin dall’inizio della sua carriera politica, l’intento di Angelo Capuano fu quello di sistemare l’accesso a Via dei 48.

Tuttavia, pur insistendo continuamente con l’allora sindaco dr. Guido Gaito, non cavò un ragno dal buco.

Le elezioni amministrative tenutesi il 6 novembre 1960 sancirono la vittoria della Bilancia – Rinnovamento Democratico Caleno.

La Democrazia Cristiana di Gaito e dell’industriale Giuseppe Moccia riportò solamente 1082 voti contro i 1168 degli avversari.

Il Consiglio comunale elesse sindaco il dr. Giovanni D’Elia di Visciano e assessore delegato (vice-sindaco) Angelo Capuano.

Elezioni_1960

Ma per i numerosi impegni lavorativi del primo cittadino, il vice divenne il vero motore del governo locale.

Appena insediato, il Capuano, rispolverando il suo vecchio cruccio, iniziò ad escogitare un piano per risolvere l’annoso problema.

A Cales, la ditta di Sparanise di Raffaele Parisi con il figlio Salvatore, architetto, era impegnata in un cantiere.

Con il materiale di risulta ricavato dagli scavi, iniziarono a riempire la grande buca di Via XX Settembre.

Per colmarla, furono utilizzate alcune centinaia di metri cubi di rimasuglio.

In questo modo, realizzò una nuova piazza in un luogo accidentato e selvaggio.

Successivamente, tutta la superficie dello spiazzo sterrato fu asfaltata.

L’unico rammarico è che, per facilitare il traffico veicolare diretto verso il centro di Petrulo, dovettero abbattere due platani.

L’impegno di Angelo Capuano favorì lo sviluppo urbanistico e commerciale della zona tra gli anni ’60 e ’70.

Dal punto di vista politico, invece, nel 1963 lo portò ad uno scontro con i suoi colleghi di maggioranza.

Ma questa è un’altra storia.

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